IL SAPORE DELLA CARNE UMANA – Racconto breve di Mahmud al-Rimawi

 

Mi sedetti con loro al tavolo ma per qualche ragione non avevo fame mentre loro erano palesemente affamati, come rivelava la loro foga e gli sguardi voraci. Da quel che sembrava, la fame, o meglio l’appetito  era il motivo della loro allegria e dei loro schiamazzi, mentre,  per quanto mi riguarda, la disappetenza era cagione di avvilimento e esclusione.

–          Devi mangiare

–          No. Non mangerò. Berrò qualcosa.

–          Probabilmente non hai mai assaggiato prima questi piatti di mare.

–          Di quelle cose mangio solo il pesce ma non ne vedo sul tavolo.

Poco dopo erano già completamente intenti a ingozzarsi di carni marine e non, mentre io avevo cominciato a sorseggiare lentamente la mia bevanda, e poco a poco si allontanarono da me. Non ero più con loro. Si strappavano le pietanze a vicenda sbranandole, del tutto assorti e totalmente consacrati a quelle prede. Intanto, qualche parola cadeva dalle loro labbra, troncata e strascicata. Parole che a me sembravano intinte nel sangue. Parole mischiate a risate rantolanti unte d’olio. Nel frattempo borbottavano annuendo uno dopo l’altro a mo’ di approvazione.

Non appena ebbero finito di mangiare quei sentimenti di benevolenza reciproca andarono scemando…  non appena furono sazi smisero anche di avere voglia di conversare, occupati, com’erano,  a respirare affannosamente, risultato dello sforzo estenuante che ognuno di loro aveva compiuto. Cominciarono a scambiarsi sguardi schivi e imbarazzati pregni di afflizione e senso di smarrimento, fino a che non si domandarono a vicenda quale fosse la bevanda adatta dopo aver mangiato (a me non lo chiesero, in considerazione del fatto che avevo già bevuto). Si accordarono sul tè alla menta mentre ognuno di loro mi guardavano in modo scettico.

–          Hai rinunciato a un ottimo pasto.

Disse uno di loro e gli altri due assentirono.  Disse ciò in modo serissimo. Un po’ meno serio, per gentilezza ed educazione gli risposi:

–          Voi almeno, non vi avete assolutamente rinunciato!

Certo che non avevano rinunciato. Avevano infatti mangiato e si erano saziati fino a riempirsi. Sembrava come  se la frase che avevo detto per gentilezza e forse anche un po’ per scherzare avesse richiamato la loro attenzione su un pericolo reale che poteva minacciarli …. a causa mia,  di fronte a qualsiasi errore o confusione nelle valutazioni e nelle considerazioni di cortesia. Avevano davvero rinunciato al loro agognato pasto di carni. Ma se ne erano accorti tardi, mentre prima  erano stati accecati dalle buone intenzioni… ma adesso che se n’erano accorti  rendendosi conto del pericolo, i loro sguardi appuntiti come coltelli avevano iniziato ad addentarmi al punto che mi immaginai che stessero per divorarmi.

Mi alzai e loro si preparano a loro volta ad alzarsi, ma io ero più veloce di loro e me ne andai in fretta.

Per strada cominciai a farmi domande sul sapore della carne umana rimproverandomi per la mia scarsa competenza su quest’argomento.

Mahmud al-Rimawi è u giornalista e scrittore palestinese (Bayt al-Rima – 1948) residente ad ‘Amman, molto famoso per i suoi racconti brevi. Nel 1997 ha vinto anche il premio palestinese per il racconto breve consegnatogli da Mahmud Darwish che era membro della commissione giudicatrice. Alcune sue opere sono state tradotte in inglese e in frances, in italiano, che io sappia, non ancora o per lo meno non sono state pubblicate.

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